Psicologia dello sport


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Che la mente possa influire significativamente su ogni attività umana e, quindi, anche su quella sportiva è stato certamente chiaro fin dai primi Giochi Olimpici, in cui il destino di una competizione sportiva non dipendeva solo dalla prestanza fisico-atletica, ma anche dall’astuzia, dalla strategia, dal coraggio, dallo stato d’animo, caratteristiche, quest’ultime, strettamente legate all’attività mentale dell’atleta.

Avere talento nello sport è certamente un dono, ma questo può andare sprecato se non si è in grado di sfruttarlo al meglio. Molte squadre sono estremamente buone “sulla carta”, ma non riescono a funzionare come gruppo e a raggiungere traguardi elevati, così come anche singoli atleti che hanno problemi di stress e di ansia da prestazione possono non dare il massimo durante le gare importanti. Le buone potenzialità fisiche possono non essere sufficienti per il successo agonistico, dal momento che queste non si traducono automaticamente in elevate prestazioni, ma necessitano di programmi specifici per il potenziamento delle competenze emotive, cognitive e relazionali degli atleti.

È importante, infatti, che si arrivi ad accettare fino in fondo che l’atleta per rendere al massimo non deve essere ben allenato solo nei suoi muscoli, ma che anche la sua mente deve essere in grado di dare il massimo nel momento della competizione” (Fredda, 2004).

Ma la psicologia dello sport nell’attività agonistiche è solo uno dei possibili campi applicativi, anche se è quello che ha favorito in modo determinante l’accreditamento di questa disciplina.

Un secondo ambito, che nel nostro paese è oggi di particolare attualità, si riferisce alla relazione fra sport e benessere individuale e sociale, che ha come obiettivo quello di accrescere lo sviluppo personale ed il benessere durante l’intero arco di vita. Questo ambito conoscitivo suscita molto interesse in quanto la diffusione di stili di vita sedentari nonché di abitudini poco salutogeniche, quali fumo, consumo eccessivo di alcool o pratiche alimentari scorrette, sono di ostacolo alla promozione di comportamenti e stili di vita in grado di favorire la salute.

La psicologia dello sport opera, pertanto, in questi due grandi ambiti, quello dello sport di prestazione ad alto livello e quello dello sport per tutti, ed è all’interno di questi contesti, così diversi tra di loro, che risulta fondamentale la figura professionale dello psicologo.

Attualmente lo Psicologo Sportivo fornisce quindi la propria consulenza a singoli atleti, a società e federazione sportive, ad enti pubblici e privati, ad istituzioni con la finalità di perseguire i seguenti obiettivi:

  • offrire CONSULENZE ed INFORMAZIONI sui fattori psicologici dello sport;

  • aiutare i GIOVANI a maturare e a crescere con lo sport ed i suoi valori;

  • preparare un programma di PREPARAZIONE MENTALE personalizzato, sia per il singolo atleta che per l’intero gruppo squadra;

  • mirare al BENESSERE psicofisico per ogni fascia di età;

Se posso darvi un mio pensiero, può darsi che ve ne ricordiate o meno. Ma se riesco a farvi pensare per conto vostro, ho contribuito notevolmente ad accrescere la vostra personalità.”

Elbert Hubbard

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